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Un groupe d’occitanistes des Vallées occitanes de l'État italien
soutient l’État d'Israël. 

      Ce groupe d’artistes et d’intellectuels des Vallées orientales occitanes vient de publier un communiqué de presse en soutien à l’État d’Israël, actuellement en guerre pour sa survie. Ce groupe de militants occitanistes se référant à François Fontan et à la théorie ethniste, Lo Lugarn, organe du Parti de la Nation Occitane, vous le propose ci-dessous en version originale italienne, en français, en occitan et en anglais. Pour la circonstance nous nous associons à eux et saluons leur courage politique.

Ousitan per Israel

Noi, esponenti a vario titolo della cultura e dell'associazionismo occitano in Italia, esprimiamo la nostra solidarietà a Israele e al suo legittimo e democratico governo.

Contro una vasta campagna di delegittimazione e di disinformazione – che dall'ONU e dalla Corte Penale Internazionale arriva alle grandi agenzie informative e addirittura al nostro piccolo territorio di lingua occitana – intendiamo precisare quanto segue :

Hamas ha usato per 20 anni un enorme flusso di finanziamenti (provenienti anche dagli USA e dall’Unione Europea) non per sviluppare l’economia e la società di Gaza ma per armarsi fino ai denti e per costruire la più estesa (e costosissima) rete di tunnel esistente al mondo, con lo scopo dichiarato ufficialmente di distruggere Israele e di « uccidere tutti gli ebrei ».

Poi è arrivato il 7 ottobre 2023, con 1200 ebrei trucidati, scannati, stuprati, squartati, tra l’entusiasmo e l’esultanza della « popolazione civile » di Gaza. Israele non poteva che entrare in guerra, non solo per liberare le centinaia di innocenti trascinati nell’inferno di Hamas, ma per difendere il proprio diritto all’esistenza, perché in nessun paese al mondo i cittadini accetterebbero di rimanere sapendo che in qualsiasi momento possono essere vittime di un simile pogrom. Chiunque sostiene, anche all’interno di Israele, che c’erano altre strade al di fuori della guerra non sa quello che dice. Nessuno stato al mondo avrebbe accettato una trattativa, poiché essa sarebbe stata il segnale che il massacro del 7 ottobre poteva essere ripetuto e ampliato. Gli ostaggi israeliani sarebbero stati torturati e martirizzati per decenni nei tunnel di Gaza, usati mediaticamente per esaltare le masse islamiche e liberati solo in cambio del sostanziale suicidio di Israele.

Ma la guerra a Gaza è complicatissima, perché si tratta di una delle zone più densamente popolate al mondo, perché i terroristi non hanno una divisa e si confondono con i non combattenti, e perché Hamas usa costantemente la popolazione civile come scudo. Dunque questa guerra ha provocato e continua a provocare un alto numero di vittime civili (sebbene inferiore a quelle provocate dai russi in Ucraina). Quante esattamente ? Ci si fida ciecamente di un fantomatico « Ministero della Salute » di Gaza, cioè della propaganda di Hamas – e del canale televisivo Al Jazeera che trasmette dal Qatar, ovvero dal principale finanziatore di Hamas - e si omette che la maggiorana dei morti sono terroristi. Qualcuno ha mai accusato (a posteriori) di genocidio la Gran Bretagna per aver raso al suolo intere città tedesche sul finire della Seconda Guerra Mondiale ? E quando una decina di anni fa una coalizione iracheno-curda-americana liberò la città di Mosul (un milione di abitanti) dall’ISIS nessun « pacifista » europeo si scandalizzò per le vittime civili usate come scudo dello stato terroristico.

Ma con l’esercito israeliano – l’unico esercito al mondo che avvisa con un SMS gli abitanti di un isolato prima di bombardarlo, e che sposta la popolazione civile dalle aree dove i combattimenti sono più intensi – valgono altri pesi e altre misure. La vera causa delle sofferenze dei civili di Gaza è l’organizzazione terroristico-mafiosa Hamas, che colloca sistematicamente i propri centri militari sotto ospedali, scuole, centri per sfollati, e che attraverso l'indottrinamento e il ricatto ha reso complici delle sue nefandezze molti gazawi, a partire da medici, giornalisti, direttori di ospedali, « operatori umanitari ».

Questa guerra e le grandi sofferenze della popolazione di Gaza potrebbero finire in un momento, se solo Hamas restituisse gli ostaggi, vivi e morti, che ha rapito il 7 ottobre. Ma Hamas, come Hitler con i tedeschi, preferisce trascinare con sé i gazawi nell’apocalisse. È evidente a questo punto che il cancro di Hamas va estirpato per sempre da Gaza, non solo per la sicurezza di Isarele e di tutto l’Occidente, ma per sottrarre i palestinesi al fanatismo religioso e ridare loro una prospettiva di speranza.

Ma il governo Netanyahu, mentre molti paesi europei ipocritamente lo lasciavano solo, è anche riuscito, con una serie di operazioni spettacolari, a disarticolare la potente milizia para-militare di Hezbollah in Libano, creando in questo modo le condizione per rovesciare il dittatore Bashar al Assad in Siria, e infine a danneggiare gravemente gli impianti nucleari dell'Iran, un totalitarismo teocratico che ogni anno impicca migliaia di giovani dissidenti e di omosessuali, che umilia e opprime le donne, e che ha fatto dell'odio e della distruzione di Israele la sua vera ragion d'essere.

Noi, occitani, ricordando anche l’insegnamento di François Fontan, ci schieriamo con la libertà e la democrazia, valori della nostra civiltà occidentale che gli stessi paesi europei non sembrano più voler difendere. Ad altri lasciamo simpatizzare per il terrorismo, il fanatismo religioso, i dittatori, i nemici dei diritti civili. Dove sono costoro mentre avvengono guerre e oppressioni etniche di ben altra entità in Ucraina, in Darfur, in Sud Sudan, in Birmania, in Tibet? Dove erano quando nel 2023 più di centomila armeni sono stati deportati per sempre dal loro Nagorno-Karabakh ?

Molti, da Macron a tante amministrazioni locali italiane, richiedono il riconoscimento dello stato palestinese. Un simile stato esisteva già, de facto, a Gaza, e si fondava su un solo obiettivo: la distruzione di Israele. Dunque uno stato per la popolazione araba di Gaza e della Cisgiordania potrà nascere solo quando accetterà di convivere pacificamente accanto a Israele. Il reciproco riconoscimento è la base, da sempre, per la convivenza tra stati confinanti.

Invitiamo dunque le amministrazioni comunali e le Unioni Montane dell'area linguistica occitana a non sottoscrivere iniziative contro lo Stato di Israele.

Diego Anghilante, scrittore e regista, direttore di « Ousitanio Vivo ».

Gianpiero Boschero, studioso e saggista, presidente dell'associazione Lou Soulestrei.

Fredo Valla, cineasta, scrittore, Premio Robert Lafont 2024 della Generalitat di Catalunya.

Dario Anghilante, cantautore e attore, esponente dell'associazione Chambra d'Òc.

Massimo Monetti, giornalista, Dronero.

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Occitan pour Israël

Nous, représentants à divers titres de la culture et des associations occitanes en Italie, exprimons notre solidarité avec Israël et son gouvernement légitime et démocratique.

Face à une vaste campagne de délégitimation et de désinformation – qui, de l’ONU et de la Cour pénale internationale, atteint les grandes agences d’information et même notre petit territoire occitan – nous entendons préciser ce qui suit :

Pendant 20 ans, le Hamas a utilisé un énorme flux de fonds (y compris des États-Unis et de l’Union européenne) non pas pour développer l’économie et la société de Gaza, mais pour s’armer jusqu’aux dents et construire le plus grand (et le plus coûteux) réseau de tunnels au monde, dans le but officiellement déclaré de détruire Israël et de « tuer tous les Juifs ».

Puis vint le 7 octobre 2023, avec 1200 Juifs massacrés, violés, écartelés, au milieu de l’enthousiasme et de l’allégresse de la « population civile » de Gaza. Israël ne pouvait faire autrement qu’entrer en guerre, non seulement pour libérer les centaines d’innocents entraînés dans l’enfer du Hamas, mais pour défendre son droit à l’existence, car dans aucun pays au monde les citoyens n’accepteraient de rester inactifs en sachant qu’à tout moment ils pourraient être victimes d’un tel pogrom. Quiconque prétend, même à l’intérieur d’Israël, qu’il y avait d’autres moyens en dehors de la guerre ne sait pas de quoi il parle. Aucun État au monde n’aurait accepté une négociation, car cela aurait été le signal que le massacre du 7 octobre pouvait être répété et étendu. Des otages israéliens auraient été torturés et martyrisés pendant des décennies dans les tunnels de Gaza, utilisés dans les médias pour exalter les masses islamiques et libérés uniquement en échange du suicide d’Israël.

Mais la guerre à Gaza est très compliquée, parce que c’est l’une des zones les plus densément peuplées du monde, parce que les terroristes n’ont pas d’uniforme et sont confondus avec des non-combattants, et parce que le Hamas utilise constamment la population civile comme bouclier. Cette guerre a donc causé et continue de causer un nombre élevé de victimes civiles (bien qu’inférieur à celles causées par les Russes en Ukraine). Combien exactement ? Ils font aveuglément confiance à un « ministère de la Santé » fantôme à Gaza, c’est-à-dire à la propagande du Hamas – et de la chaîne de télévision Al Jazeera qui émet depuis le Qatar, le principal bailleur de fonds du Hamas – et omettent le fait que la plupart des morts sont des terroristes. Quelqu’un a-t-il jamais accusé (rétrospectivement) de génocide la Grande-Bretagne pour avoir rasé des villes allemandes entières à la fin de la Seconde Guerre mondiale ? Et quand, il y a une dizaine d’années, une coalition irako-kurdo-américaine a libéré la ville de Mossoul (un million d’habitants) de Daech, aucun « pacifiste » européen n’a été scandalisé par les victimes civiles utilisées comme bouclier par l’État terroriste.

Mais avec l’armée israélienne – la seule armée au monde qui prévient les habitants d’un pâté de maisons par un SMS avant de le bombarder, et qui déplace la population civile des zones où les combats sont les plus intenses – d’autres poids et d’autres mesures s’appliquent. La véritable cause de la souffrance des civils de Gaza est l’organisation terroriste-mafieuse Hamas, qui place systématiquement ses centres militaires sous les hôpitaux, les écoles, les centres pour personnes déplacées, et qui, par l’endoctrinement et le chantage, a rendu de nombreux Gazaouis complices de ses atrocités, à commencer par les médecins, les journalistes, les directeurs d’hôpitaux, les « travailleurs humanitaires ».

Cette guerre et les grandes souffrances de la population de Gaza pourraient prendre fin dans un instant, si seulement le Hamas rendait les otages, morts et vifs, qu’il avait enlevés le 7 octobre. Mais le Hamas, comme Hitler avec les Allemands, préfère entraîner les Gazaouis avec lui dans l’apocalypse. Il est évident à ce stade que le cancer du Hamas doit être éradiqué à jamais de Gaza, non seulement pour la sécurité d’Israël et de l’Occident tout entier, mais aussi pour sortir les Palestiniens du fanatisme religieux et leur donner une perspective d’espoir.

Le gouvernement de Monsieur Netanyahou, alors que de nombreux pays européens l’ont hypocritement laissé tomber, a également réussi, avec une série d’opérations spectaculaires, à démanteler la puissante milice paramilitaire du Hezbollah au Liban, créant ainsi les conditions pour renverser le dictateur Bachar al-Assad en Syrie, et enfin endommager gravement les installations nucléaires de l’Iran, un totalitarisme théocratique qui pend chaque année des milliers de jeunes dissidents et homosexuels, qui humilie et opprime les femmes, et qui a fait de la haine et de la destruction d’Israël sa véritable raison d’être.

Nous, Occitans, nous souvenant également de l’enseignement de François Fontan, nous nous rangeons du côté de la liberté et de la démocratie, valeurs de notre civilisation occidentale que les pays européens eux-mêmes ne semblent plus vouloir défendre. Nous laissons les autres sympathiser avec le terrorisme, le fanatisme religieux, les dictateurs, les ennemis des droits civils. Où sont-ils alors que des guerres et une oppression ethnique d’une ampleur très différente se déroulent en Ukraine, au Darfour, au Soudan du Sud, en Birmanie, au Tibet ? Où étaient-ils lorsqu’en 2023, plus de cent mille Arméniens ont été expulsés à jamais de leur Haut-Karabakh ?

Beaucoup, de Macron à de nombreuses administrations locales italiennes, appellent à la reconnaissance d’un État palestinien. Un tel État existait déjà, de facto, à Gaza, et était basé sur un seul objectif : la destruction d’Israël. Par conséquent, un État pour la population arabe de Gaza et de Cisjordanie ne pourra naître que lorsqu’il il aura accepté de coexister pacifiquement avec Israël. La reconnaissance mutuelle a toujours été la base de la coexistence entre États voisins.

Nous invitons donc les administrations municipales et les Unions montagnardes de l’aire linguistique occitane à ne pas signer d’initiatives contre l’État d’Israël.

Diego Anghilante, scénariste et réalisateur, réalisateur de « Ousitanio Vivo »

Gianpiero Boschero, érudit et essayiste, président de l’association Lou Soulestrei.

Fredo Valla, cinéaste, écrivain, Prix Robert Lafont 2024 de la Generalitat de Catalunya.

Dario Anghilante, auteur-compositeur-interprète et acteur, membre de l’association Chambra d’Òc.

Massimo Monetti, journaliste, Dronero.

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    Occitan per Israèl

    Nosautres, representants en divèrsas capacitats de la cultura e d’associacions occitanas en Itàlia, exprimissèm nòstra solidaritat amb Israèl e son govèrn legitim e democratic.

Fàcia a una vasta campanha de deslegitimizacion e de desinformacion —que, dempuèi l’ÒNU e la Cort Penala Internacionala, atenh las grandas agéncias d’informacions e quitament nòstre pichon territòri occitan— volèm esclarcir çò seguent :

    Dempuèi 20 ans, Hamas a utilizat un flux enòrme de fonzes (dont dels Estats Units e de l'Union Europèa) non pas per desvolopar l'economia e la societat de Gaza, mas per s'armar fins a las dents e bastir la ret mai granda (e mai cara) de tunèls del mond, amb l'objectiu oficialament declarat de destruire Israèl e de tuar totes los "josieus".

    Puèi arribèt lo 7 d'octòbre de 2023, amb 1200 josius massacrats, violats, e quartierats, al mitan de l'entusiasme e de la jòia de la "populacion civila" de Gaza.

    Israèl aviá pas d’autra causida que d’anar en guèrra, non solament per liberar los centenats d’innocents arrossegats dins l’infèrn de l’Hamas, mas tanben per defendre son drech d’existir, perque dins cap de país del mond los ciutadans acceptarián de demorar inactius en sabent qu’en quin moment que siá poirián tombar victima d’un tal pogròm.

    Qual que siá que pretend, quitament al sen d'Israèl, que i aviá d'autres mejans en mai de la guèrra sap pas de qué parla.

    Cap d'Estat del mond auriá pas acceptat una negociacion, perque aquò auriá senhalat que lo massacre del 7 d'octòbre poiriá èsser repetit e espandit.

    Los ostatges israelians serián estats torturats e martirizats dempuèi de decennias dins los tunèls de Gaza, utilizats dins los mèdias per exaltar las massas islamicas, e liberats sonque en escambi del suicidi d’Israèl.

    Mas la guèrra de Gaza es fòrça complicada perque es una de las zònas mai densament pobladas del mond, perque los terroristas pòrtan pas d’unifòrmes e son confonduts amb de non-combatents, e perque Hamas utiliza constantament la populacion civila coma un escut.

    Aquela guèrra a donc provocat e contunha de provocar un nombre naut de victimas civilas (e mai se inferiora a aquelas causadas per los Russes en Ucraïna).

Quantes exactament?

    Fan fisança òrbament a un "Ministèri de la Santat" fantasma a Gaza, es a dire, la propaganda de l’Hamas —e de la cadena de television Al Jazeera, que difusa dempuèi Qatar, lo principal sosten de l’Hamas— e ometon lo fach que la màger part dels mòrts son de terroristas.

    Qualqu'un a jamai (en retrospectiva) acusat la Granda Bretanha de genocidi per aver rasat de vilas alemandas entièras a la fin de la Segonda Guèrra Mondiala?

    E quand, fa una decennia, una coalicion iraquiana-curda-americana liberèt la vila de Mossol (populacion 1 milion) d’ISIS, cap de “pacifista” europèu foguèt indignat per las victimas civilas utilizadas coma escut per l’estat terrorista.

    Mas amb l'armada israeliana —la sola armada del mond qu'avertís los estatjants d'un quartièr de la vila per messatge tèxte abans de la bombardar, e que desplaça la populacion civila de las zònas ont lo combat es mai intens— d'autres peses e mesuras s'aplican.

    La causa vertadièra de la sofrença dels civils de Gaza es l'organizacion terrorista-màfia Hamas, que plaça sistematicament sos centres militars jos d'espitals, d'escòlas e de centres per las personas desplaçadas, e que, a travèrs l'endoctrinacion e lo chantatge, a fach fòrça Gazans complices de sas atrocitats, en començant per de mètges, de jornalistas, de directors, e de " umanitaris".

    Aquela guèrra e la granda sofrença del pòble de Gaza poiriá s’acabar en un instant, se solament l’Hamas tornèsse los ostatges, mòrts e vius, qu’enlevèt lo 7 d’octòbre passat.

    Mas l’Hamas, coma Hitler amb los Alemands, preferís entrainar los Gazaouis amb el dins l’apocalipsi.

    Es clar a aqueste moment que lo càncer de l’Hamas deu èsser eradicat de Gaza per totjorn, non solament per la seguretat d’Israèl e de l’Occident entièr, mas tanben per desliurar los Palestinians del fanatisme religiós e lor balhar un entreveire d’espèr.

    Lo govèrn del Sénher Netanyahu, del temps que fòrça païses europèus l'abandonèron ipocritament, capitèt tanben, a travèrs una tièra d'operacions espectaclosas, a desmantelar la poderosa milícia paramilitara Hezbollah al Liban, creant aital las condicions per reversar lo dictator Bashar al-Assad en Siria, e fin finala damatjant grèus las installacions nuclearas de l'Iran lo totalitarisme que penja de milièrs de joves dissidents e omosexuals cada an, qu’umilia e oprimís las femnas, e qu’a fach de l’òdi e de la destruccion d’Israèl sa vertadièra rason d’èsser.

    Nosautres, occitans, en nos sovenent tanben dels ensenhaments de Francés Fontan, nos trobam del costat de la libertat e de la democracia, valors de nòstra civilizacion occidentala, que quitament los païses europèus semblan pas pus dispòsats a defendre.

    Permetèm als autres de simpatizar amb lo terrorisme, lo fanatisme religiós, los dictators, e los enemics dels dreches civils.

    Ont son quand de guèrras e d'opressions etnicas de grandors fòrça diferentas se debanan en Ucraïna, Darfur, Sodan del Sud, Birmania e Tibet?

    Ont èran quand, en 2023, mai de 100 000 Armenians foguèron expulsats definitivament de lor patria Nagorno-Karabakh?

    Fòrça, de Macron fins a de nombroses govèrns locals italians, demandan la reconeissença d’un Estat palestinian.

    Un tal Estat existissiá ja, de facto, a Gaza, e se basava sus un sol objectiu: la destruccion d'Israèl. Doncas, un Estat per la populacion aràba de Gaza e de Cisjordània pòt venir a l'existéncia sonque quand accepta de coexistir pacificament amb Israèl.

    La reconeissença mutuala es estada totjorn la basa de la convivéncia entre los Estats vesins. Convidam doncas las administracions municipalas e los sindicats de montanha dins l’airal lingüistic occitan a signar pas cap d’iniciativas contra l’Estat d’Israèl.

Diego Anghilante, scenarista e realizator, realizator de "Ousitanio Vivo".

Gianpiero Boschero, erudit e assagista, president de l'assouciacioun Lou Soulestrei.

Fredo Valla, cineasta, escrivan, laureat del Prèmi Robert Lafont 2024 de la Generalitat de Catalunya.

Dario Anghilante, cantaire-compositor e actor, membre de l’associacion Chambra d’Òc.

Massimo Monetti, jornalista, Dronero.

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 Occitan for Israel

   We, representatives in various capacities of Occitan culture and associations in Italy, express our solidarity with Israel and its legitimate and democratic government.

   In the face of a vast campaign of delegitimisation and disinformation – which, from the UN and the International Criminal Court, reaches the major news agencies and even our small Occitan territory – we wish to make the following points clear :

   For 20 years, Hamas has used a huge flow of funds (including from the United States and the European Union) not to develop the economy and society of Gaza, but to arm itself to the teeth and build the largest (and most expensive) network of tunnels in the world, with the officially declared aim of destroying Israel and ‘killing all Jews’.

   Then came 7 October 2023, with 1,200 Jews massacred, raped and dismembered, amid the enthusiasm and jubilation of the ‘civilian population’ of Gaza.

   Israel had no choice but to go to war, not only to free the hundreds of innocent people dragged into Hamas' hell, but to defend its right to exist, because in no country in the world would citizens accept to remain inactive knowing that at any moment they could be victims of such a pogrom. Anyone who claims, even within Israel, that there were other means besides war does not know what he is talking about.

   No state in the world would have accepted negotiations, because that would have been a signal that the massacre of 7 October could be repeated and expanded.

   Israeli hostages would have been tortured and martyred for decades in the tunnels of Gaza, used in the media to stir up the Islamic masses and released only in exchange for Israel's suicide.

   But the war in Gaza is very complicated, because it is one of the most densely populated areas in the world, because the terrorists do not wear uniforms and are confused with non-combatants, and because Hamas constantly uses the civilian population as a shield.

   This war has therefore caused and continues to cause a high number of civilian casualties (although fewer than those caused by the Russians in Ukraine).

   How many exactly? They blindly trust a phantom ‘Ministry of Health’ in Gaza, i.e. Hamas propaganda – and the Al Jazeera television channel broadcasting from Qatar, Hamas' main financial backer – and omit the fact that most of the dead are terrorists.

   Has anyone ever accused (in retrospect) Britain of genocide for razing entire German cities at the end of the Second World War?

   And when, a decade ago, an Iraqi-Kurdish-American coalition liberated the city of Mosul (population one million) from ISIS, no European ‘pacifist’ was outraged by the civilian victims used as human shields by the terrorist state.

   But with the Israeli army – the only army in the world that warns the inhabitants of a block of houses by text message before bombing it, and that moves the civilian population away from areas where the fighting is most intense – there are double standards.

   The real cause of the suffering of civilians in Gaza is the terrorist-mafia organisation Hamas, which systematically places its military centres under hospitals, schools and centres for displaced persons, and which, through indoctrination and blackmail, has made many Gazans complicit in its atrocities, starting with doctors, journalists, hospital directors and ‘humanitarian workers’.

   This war and the great suffering of the people of Gaza could end in an instant if only Hamas would return the hostages, dead or alive, that it kidnapped on 7 October.

   But Hamas, like Hitler with the Germans, prefers to drag the Gazans with it into the apocalypse.

   It is clear at this point that the cancer of Hamas must be eradicated from Gaza forever, not only for the security of Israel and the entire West, but also to free the Palestinians from religious fanaticism and give them a perspective of hope.

   The Netanyahu government, while many European countries hypocritically abandoned it, has also succeeded, through a series of spectacular operations, in dismantling the powerful Hezbollah paramilitary militia in Lebanon, thereby creating the conditions for the overthrow of dictator Bashar al-Assad in Syria, and finally seriously damaging Iran's nuclear facilities, a theocratic totalitarian regime that hangs thousands of young dissidents and homosexuals every year, humiliates and oppresses women, and has made hatred and destruction of Israel its raison d'être.

   We, the Occitans, also remembering the teachings of François Fontan, stand on the side of freedom and democracy, values of our Western civilisation that European countries themselves no longer seem willing to defend.

   We leave others to sympathise with terrorism, religious fanaticism, dictators and the enemies of civil rights.

   Where are they when wars and ethnic oppression on a very different scale are taking place in Ukraine, Darfur, South Sudan, Burma and Tibet?

   Where were they in 2023 when more than 100,000 Armenians were expelled forever from their homeland in Nagorno-Karabakh?

   Many, from Macron to numerous Italian local administrations, are calling for the recognition of a Palestinian state.

   Such a state already existed, de facto, in Gaza, and was based on a single objective: the destruction of Israel.

   Therefore, a state for the Arab population of Gaza and the West Bank can only come into being when it has agreed to coexist peacefully with Israel.

   Mutual recognition has always been the basis for coexistence between neighbouring states.

   We therefore invite municipal administrations and mountain communities in the Occitan-speaking area not to sign any initiatives against the State of Israel.

Diego Anghilante, screenwriter and director, director of ‘Ousitanio Vivo’

Gianpiero Boschero, scholar and essayist, president of the Lou Soulestrei association.

Fredo Valla, filmmaker, writer, winner of the 2024 Robert Lafont Prize from the Generalitat de Catalunya.

Dario Anghilante, singer-songwriter and actor, member of the Chambra d'Òc association.

Massimo Monetti, journalist, Dronero.

 

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